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Oggetto della legge

La presente legge dispone interventi per la realizzazione e l’utilizzazione dell’ambiente pensato e costruito per lo svolgimento di qualsivoglia attività svolta nell’ambiente stesso, da parte di tutti i cittadini e non solo di quelli con portatori di handicap, con la massima autonomia possibile e a prescindere dall’età, dal sesso, dalle caratteristiche fisiologiche, senso-percettive e anatomiche (nonché dalle variazioni – temporanee o permanenti-  delle stesse).

Le disposizioni contenute nella 25/2002 legge si intendono rispettose:

  1. dell’articolo 27 della legge n. 118 del 30 marzo 1971 e relativo regolamento di attuazione D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503;
  2. della legge 9 gennaio 1989 n. 13, come modificata dalla legge 27 febbraio 1989, n. 62 e del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici n. 236 del 14 giugno 1989 ;
  3. dell’articolo 24 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  4. delle circolari e delle disposizioni emesse in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.

Le barriere architettoniche

Ai fini della legge 25/2002, per barriera architettonica si intende qualsiasi ostacolo che limita o nega l’uso autonomo a tutti i cittadini di spazi, edifici, servizi, strutture ed in particolare impedisce la mobilità dei soggetti con difficoltà motoria, sensoriale o psichica, di natura permanente o temporanea, dipendente da qualsiasi causa.

Per barriera localizzativa si intendono gli impedimenti alla percezione relativi alla forma, alla posizione, al colore delle strutture architettoniche e dei mezzi di trasporto, tali da ostruire o influenzare la vita di relazione delle persone affette da handicap motorio, sensoriale o psichico, di tipo permanente o temporanea, dipendente da qualsivoglia causa.


 

Applicazione della legge

Le disposizioni della legge 25/2002 si applicano:

  1. agli edifici e i locali di uso pubblico, ivi compresi gli esercizi di ospitalità, quelli dedicati al culto e gli edifici o strutture dedicati ad attività turistiche, sportive, culturali e ricreative, compresi parchi e giardini pubblici, aree verdi e attrezzate per i giochi e in generale luoghi aperti o chiusi destinati ad attività del tempo libero anche a carattere temporaneo;
  2. agli edifici di uso residenziale abitativo realizzati da soggetti pubblici e privati;
  3. agli edifici e i locali destinati ad attività produttive di carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario;
  4. alle aree e ai percorsi pedonali urbani, nonché ai parcheggi;
  5. ai mezzi di trasporto pubblico di persone su gomma, ferro e fune nonché ai mezzi di navigazione di competenza regionale, provinciale e comunale;
  6. alle strutture e agli impianti fissi connessi all’esercizio dei trasporti pubblici delle persone di competenza regionale, provinciale e comunale;
  7. alle strutture ed agli impianti di esercizio di uso pubblico esterni o interni alle costruzioni;
  8. ai segnali ottici, acustici e tattili, da utilizzare negli ambienti di cui alle lettere precedenti.

Allegati: