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Tassa sugli ascensori - Mobility Care fa chiarezza

Negli ultimi giorni sulla stampa italiana si è detto e scritto che il governo introdurrà una nuova tassa per chi è proprietario di un ascensore. Vorremmo fare chiarezza pubblicandovi una lettera ricevuta direttamente dal responsabile dell’Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e Manutenzione Ascensori (ANACAM) che smonta gli allarmismi fatti nascere dagli organi di informazione:

Per recepire nel nostro ordinamento la direttiva 2014/33/UE che sostituirà dal prossimo 20 aprile la direttiva 95/16/CE, il Ministero dello Sviluppo economico ha predisposto nei mesi scorsi una bozza di decreto presidenziale di modifica del DPR 162/99.

In questo provvedimento il Ministero ha deciso di inserire anche uno specifico articolo che prevede l’adeguamento della sicurezza degli impianti installati prima dell’entrata in vigore della direttiva 95/16/CE (giugno 1999), per eliminare talune situazioni di rischio associate ad una elevata frequenza di incidenti e infortuni alle persone. In particolare, è previsto che entro 4-6 anni dalla prima verifica periodica eseguita sugli impianti pre-direttiva debbano essere effettuati interventi diretti a:

–          garantire un adeguato livellamento della cabina al piano di sbarco;

–          evitare il rischio di schiacciamento per urto con porte automatiche;

–          garantire un’adeguata illuminazione della cabina e del locale del macchinario;

–          installare porte di cabine negli impianti che ne siano privi;

–          dotare gli impianti di dispositivi di comunicazione bidirezionale;

–          installare dispositivi adeguati per la richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio.

Nell’estate scorsa il Ministero ha presentato la suddetta bozza a tutti i soggetti interessati (associazioni del settore ascensoristico, degli amministratori condominiali, dei proprietari di immobili, degli organismi notificati; rappresentanti delle regioni e del ministero del lavoro; Accredia) e ha tenuto conto di alcune osservazioni e proposte emerse nel confronto, predisponendo un documento finale che attualmente è in fase di approvazione da parte del ministro Guidi. Avendo appreso di questo decisivo passaggio istituzionale che prelude alla discussione del provvedimento in Consiglio dei Ministri, ieri sera l’associazione Confedilizia ha diffuso un comunicato stampa dai toni allarmistici chiedendo al Presidente del Consiglio di eliminare questa nuova “tassa sugli ascensori” (!). Il comunicato è stato ripreso oggi da numerosi organi di informazione, ma è stato prontamente confutato da un comunicato dello stesso Ministero dello sviluppo economico che ha corretto le affermazioni inesatte e pretestuose di Confedilizia; purtroppo, per il momento, la replica del Ministero non ha trovato altrettanto spazio sui media.

Il Ministero ha giustamente sottolineato che gli interventi previsti avrebbero una portata limitata perché sono già stati effettuati su un buon numero di impianti preesistenti. Tali interventi sono comunque giustificati dal fatto che risultano in aumento gli incidenti dovuti all’assenza dei dispositivi sopra indicati, come attestato dai dati in possesso delle compagnie di assicurazione che riportano un aumento degli indennizzi liquidati per infortuni sugli impianti soprattutto in merito ad inciampo, urti contro porte e intrappolamento in cabina senza collegamento al pronto intervento. Dal momento che il progresso tecnologico consente di introdurre sugli impianti gli adeguamenti necessari, peraltro ad un costo inferiore a quello che la collettività sostiene per fare fronte agli infortuni, il Ministero ha individuato “in modo proporzionato e selettivo” gli interventi da effettuare sugli impianti, interventi che tra l’altro potranno usufruire delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione degli immobili.

Tenuto conto che provvedimenti simili sono stati adottati in tutti i principali paesi europei  e che in caso di incidenti sono in gioco responsabilità pesanti in sede civile e penale per proprietari/utenti e imprese di manutenzione, Anacam, avendo come obiettivo costante della propria azione la sicurezza degli utenti e dei lavoratori che operano sugli ascensori, continuerà a sostenere la proposta del Ministero al fine di favorirne la definitiva approvazione da parte delle istituzioni competenti.

Responsabile Sede Nazionale