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turismo accessibile

Diciotto stanze accessibili su trenta. Di cui quattro per ogni piano. Camere con piatto doccia a filo pavimento e seduta ribaltabile, water con maniglione. Larghezza della porta dell’ascensore 90 cm, ed anche le misure degli altri ingressi sono perfettamente accessibili. Così com’è possibile entrare nella piscina senza affanni tramite elevatore.

Insomma, una struttura turistica in cui le persone con disabilità o non autosufficienti possono trovare ogni tipo di comfort, con camere dedicate, servizi igienici e spazi comuni senza barriere. Unico neo: nei bagni non è presente il doccino bidet per disabili. Una piccola mancanza che però ha fatto avere all’Hotel Alpin nel Südtirol la certificazione «A», quasi il massimo della valutazione che si raggiunge con l’«A+» ad indicare un’accessibilità completa. «Perché siamo molto fiscali ed attenti nel valutare in maniera completa le strutture turistiche, perché vogliamo offrire al turista con disabilità, o con difficoltà motorie anche temporanee, la sicurezza di trovare una meta vacanziera che risponda pienamente alle sue necessità».

Il turismo accessibile 1

UN BOLLINO PER L’ACCESSIBILITA’

Sergio Bettini di professione fa l’architetto. E dal 2011 fa parte dell’associazione bolognese «Architetti di Strada» che si propone di migliorare la risposta ai disagi sociali ed abitativi. Al suo interno e dalle esperienze maturate sul campo, è nato il sodalizio «Paripasso» che attraverso il progetto omonimo mira a «mappare alberghi, b&b e villaggi turistici per dare il bollino dell’accessibilità, una garanzia certificata della loro accessibilità reale» spiega Bettini. In che modo? «L’idea di Paripasso è di raccogliere dagli albergatori tutte le informazioni sull’accessibilità delle loro strutture per dare una valutazione e permettere all’utente di fare una recensione. Per questo – prosegue Bettini – ci facciamo inviare le foto dell’ingresso, delle camere, dei bagni, delle porte, di tutti gli spazi presenti al fine di valutare le dimensioni e certificarne l’accessibilità. Pubblichiamo tutto sul nostro sito www.paripasso.it supportando le immagini con una descrizione ed una scheda tecnica. Inoltre, classifichiamo le in base a un sistema di valutazione che va da C, nel caso in cui siano accessibili solo le camere dedicate e i relativi servizi, ad A+ quando l’accessibilità riguarda non solo le stanze ma anche tutte le aree comuni e gli accessi».


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UN MERCATO IN AUMENTO

Al momento, l’attività di «Paripasso» ha consentito di mappare circa 200 strutture, ma on line ce ne sono solo una ventina «perché pubblichiamo solo dati sicuri per poter dichiarare che una struttura è stata certificata dal nostra staff». Ma è anche vero che i proprietari delle strutture contattate collaborano poco in questo lavoro di certificazione, senza capire «che c’è una grossa fascia di mercato che spazia dalle persone con disabilità agli over 65, senza contare che quasi sempre viaggiano con degli accompagnatori. Insomma, parliamo di circa 3 milioni di persone, solo in Italia». Di qui, l’invito alle strutture turistiche di vario genere a collaborare con il progetto, perché secondo le intenzioni dei promotori con «Paripasso» si è liberi di viaggiare. Per approfondire: paripasso.it.

Fonte: sociale.corriere.it