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A decorrere dal 2016, le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità sono escluse dal calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente ISEE”.

indennita-disabiliCosì recita l’emendamento 25.0.10 presentato dal senatore Francesco Molinari – ex del Movimento Cinque Stelle e oggi aderente al Gruppo Misto – alla legge di stabilità.

Si tratta di un tema di cui già mi sono occupato su “La Voce del Trentino” il 31 luglio del 2013, quando, a proposito del ‘Decreto Salva Italia’, allorché alla guida del governo c’era Enrico Letta, scrissi che “l’Italia è il Paese dei Paradossi. Ma non pensavo che si potesse addirittura arrivare al concetto che la disabilità sia indice di ricchezza”.

Sì, perché fu proposto un emendamento che proponeva che una lunga serie di servizi (quali l’assistenza domiciliare, l’assegno di cura, il sostegno per la vita indipendente, i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il trasporto con accompagnatore, le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, ecc.) sarebbe entrata a far parte dei redditi dei disabili.

E, come scritto poco più di due anni fa, la principale conseguenza di una tale decisione sarebbe stato “l’aumento a dismisura del reddito del disabile con il rischio che non possa usufruire dei servizi che richiedono un ISEE di minore entità”.

Onore al merito, quindi, al senatore Molinari e si spera, adesso, che la maggioranza dei senatori capisca la fondatezza di questa richiesta.

Fonte:lavocedeltrentino.it