Cercare una casa nuova, quando in famiglia c’è una persona con disabilità grave, non è semplice perché devi pensare a un ambiente accessibile, alla presenza o meno di scale, alle porte, agli spazi di manovra e a come adattare questi spazi alla disabilità.
E poi arriva la domanda che pesa più di tutte: la banca ci concederà il mutuo? Se ti riconosci in tutto questo, sei nel posto giusto. Perché nel 2026 è cambiata una cosa che ti riguarda da vicino, ed è una buona notizia.
In sintesi: la Legge Piano Casa (L. 116/2026) ha ampliato il Fondo di Garanzia Prima Casa. Dal 3 agosto 2026 possono accedervi le persone con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, Legge 104, e i familiari conviventi da almeno due anni. La garanzia pubblica sul mutuo per l’abitazione principale è del 50%, elevabile all’80% con ISEE fino a 40.000 euro. Fonte: CONSAP.
Se convivi con un figlio, un fratello o un genitore con disabilità grave e stai pensando a una casa più adatta a lui, dunque, questa è una porta che prima era chiusa e oggi si apre. Non è un contributo che azzera la spesa, ma è ciò che spesso fa la differenza.
Legge Piano Casa: cos’è e perché è utile per persone con disabilità?
La Legge Piano Casa è un provvedimento sull’emergenza abitativa che, tra le altre cose, allarga la platea di chi può accedere al Fondo di Garanzia per la Prima Casa. Non crea un fondo nuovo: agisce su uno strumento che esiste già, aggiungendo nuove categorie di beneficiari.
Nel dettaglio si tratta della Legge 2 luglio 2026, n. 116, che ha convertito il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 (“Disposizioni urgenti per il Piano Casa”). Il provvedimento in senso ampio riguarda il recupero di alloggi popolari, l’housing sociale e l’edilizia agevolata. La parte che interessa te è quella che tocca il mutuo: l’estensione del Fondo Prima Casa alle persone con disabilità grave e a chi se ne prende cura.
Una parentesi veloce, poi la sciogliamo più sotto: il Fondo di Garanzia per la Prima Casa è una garanzia pubblica sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, gestita da CONSAP per conto del Ministero dell’Economia. Esiste dal 2013, ma come funziona nel concreto lo vedremo nel paragrafo “Quanto copre la garanzia dello Stato”.
Chi sono i nuovi beneficiari?
Dal 3 agosto 2026, quindi, possono accedere al Fondo Prima Casa due nuove categorie:
- le persone con disabilità permanente accertata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104. È la forma di disabilità riconosciuta come grave: quella in cui la persona ha bisogno di un’assistenza permanente, continuativa e globale.
- i familiari che convivono con loro da almeno due anni (caregiver familiare) a condizione che sia figlio, figlia, fratello o sorella del richiedente. In pratica: se assisti tuo fratello o tuo figlio con Legge 104 grave e vivete insieme da almeno due anni, il mutuo intestato a te può rientrare nella garanzia.
Fondo Garanzia Prima Casa: cosa cambia grazie alla nuova legge?
Rispondendo immediatamente alla domanda: cambia il livello di protezione. Prima queste categorie accedevano al Fondo solo se rientravano in una delle fasce già previste (per esempio under 36 o famiglie numerose); ora hanno una corsia dedicata, con una garanzia più alta.
Secondo CONSAP, infatti, per le persone con disabilità grave e per i loro familiari conviventi il Fondo garantisce il 50% della quota capitale del finanziamento, percentuale che sale all’80% quando il richiedente ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui. È una copertura superiore al 50% ordinario che il Fondo riconosce alla generalità dei richiedenti.
Dal 3 agosto 2026 CONSAP ha reso disponibili modulistica e procedure aggiornate: la domanda si presenta tramite una delle banche aderenti, non direttamente allo Stato.
Quanto copre la garanzia dello Stato?
La garanzia dello Stato non paga il mutuo al posto tuo: quello che prendi, dunque, è un impegno pubblico verso la banca.
In altre parole, lo Stato dice all’istituto “se questo cittadino non riuscirà a rimborsare una parte del capitale, la copro io”. Questo riduce il rischio della banca e rende più facile la concessione del mutuo, spesso a condizioni migliori.
Ecco i numeri, secondo CONSAP:
- La garanzia copre il 50% della quota capitale, elevabile all’80% per le nuove categorie con ISEE fino a 40.000 euro.
- L’importo del mutuo garantito non può superare i 250.000 euro.
- L’immobile deve essere destinato ad abitazione principale e non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio).
- La disciplina del Fondo è prorogata al 31 dicembre 2027.
Cosa NON copre la garanzia dello Stato
Prima di continuare con la guida, serve chiarezza anche su ciò che questa misura non è, perché è qui che nascono le illusioni.
- Non è un contributo a fondo perduto e non abbatte il prezzo della casa.
- Non sostituisce la valutazione del merito creditizio: la banca esamina comunque reddito e capacità di rimborso, e può concedere o rifiutare il mutuo.
- E funziona solo con gli istituti che aderiscono al Fondo, il cui elenco aggiornato è pubblicato da CONSAP.

Dalla nuova casa alla casa accessibile
Dopo aver spiegato bene questa importante novità normativa, noi di Mobility Care abbiamo pensato di spingerci oltre, illustrandoti anche l’assistenza a 360° su ciò di cui potresti avere bisogno in relazione alla tua nuova casa.
D’altra parte, se comprare la casa è il primo passo, renderla vivibile per chi ci abita con una disabilità è il secondo, e spesso è quello che ci si dimentica di mettere a budget.
Una casa nuova, o nuova per te, quasi sempre nasce con qualche barriera architettonica: una rampa di scale per arrivare all’ingresso, un dislivello tra i piani, un bagno pensato per chi cammina senza difficoltà.
La buona notizia è che, come la garanzia sul mutuo aiuta ad acquistarla, esistono agevolazioni dedicate per renderla accessibile. Sono due leve diverse e separate: una riguarda l’acquisto, l’altra i lavori di adeguamento. Usate insieme, coprono l’intero percorso, dalla firma dal notaio alla prima volta che il tuo caro sale al piano di sopra da solo.
Le soluzioni Mobility Care per l’accessibilità
Quando la casa è tua, quindi, il passo successivo è toglierle le barriere. Noi di Mobility Care lavoriamo ogni giorno con le famiglie che convivono con una disabilità grave, e le soluzioni più utili in questi casi sono tre.

Servoscala a piattaforma: pensato per chi si sposta in carrozzina. Supera le scale senza bisogno di trasferimenti, mantenendo la persona seduta in sicurezza. Per chi assiste, significa non dover più sollevare il proprio caro a ogni rampa.

Miniascensori: collegano più piani come un ascensore vero, ma con ingombri ridotti e opere murarie minime, anche in case già esistenti. Restituiscono a chi ha una disabilità la libertà di muoversi tra i piani in autonomia.

Piattaforme elevatrici: superano i dislivelli fino a 3 metri, anche all’ingresso o in giardino, senza opere invasive. La soluzione giusta quando il problema è arrivare dalla strada alla porta di casa.
Inoltre, un dettaglio che alleggerisce la spesa: questi interventi accedono a loro volta ad agevolazioni fiscali. Rientrano nel Bonus Ristrutturazioni, con detrazione del 50% per l’abitazione principale, e godono dell’IVA agevolata al 4% per le persone con disabilità. Trovi il quadro completo nella nostra guida alle agevolazioni fiscali per gli ausili e nell’approfondimento sul Bonus Ristrutturazioni.
FAQ
La Legge Piano Casa (L. 116/2026) è un provvedimento sull’emergenza abitativa che comprende recupero di alloggi popolari, housing sociale ed edilizia agevolata. Tra le altre misure, amplia il Fondo di Garanzia per la Prima Casa, includendo dal 3 agosto 2026 le persone con disabilità grave e i loro familiari conviventi.
Le nuove disposizioni sul Fondo Prima Casa sono operative dal 3 agosto 2026, data dalla quale CONSAP ha reso disponibili modulistica e procedure aggiornate.
Chi ha una disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104) e i familiari conviventi da almeno due anni possono ottenere una garanzia pubblica sul mutuo pari al 50% della quota capitale, elevabile all’80% con ISEE fino a 40.000 euro annui.
È una garanzia pubblica, gestita da CONSAP per il Ministero dell’Economia, sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale. Lo Stato garantisce alla banca una parte della quota capitale, rendendo più facile ottenere il mutuo. Non è un contributo e non paga le rate: la banca valuta comunque il merito creditizio.
Le persone con disabilità permanente riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104 e i componenti del nucleo in cui convive da almeno due anni un familiare con quella disabilità, se figlio, figlia, fratello o sorella del richiedente.
Il finanziamento garantito dal Fondo non può superare i 250.000 euro e deve riguardare l’abitazione principale, esclusi gli immobili di lusso delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Vuoi rendere accessibile la tua nuova casa?
Puoi concentrarti sulla ricerca della casa che ti piace, a renderla vivibile per il tuo caro ce ne occupiamo noi!
Mobility Care affianca le famiglie in ogni fase: sopralluogo gratuito e senza impegno, consulenza per la scelta della soluzione più adatta ai tuoi spazi e supporto nella gestione delle pratiche per l’ottenimento delle agevolazioni fiscali.
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Nota: Questo articolo è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Mobility Care sulla base di fonti ufficiali (CONSAP, Gazzetta Ufficiale). Le informazioni hanno finalità informativa, sono aggiornate a settembre 2026 e non sostituiscono la consulenza di una banca, di un CAF o di un professionista abilitato. Requisiti, importi e modulistica vanno sempre verificati sul sito CONSAP prima di presentare domanda.







