50% BONUS DETRAZIONE FISCALE

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Creato il 09-07-2026

La guida completa ai bonus disabili 2026: tutti i contributi e agevolazioni disponibili

Guida a tutti i bonus disabili

Ti prendi cura di un familiare con disabilità e vorresti una mappa chiara di tutti gli aiuti a cui avresti diritto? Non sei solo: secondo i dati ISTAT in Italia ci sono oltre 3 milioni di persone con disabilità grave e molte famiglie non conoscono l’insieme delle agevolazioni disponibili o che rinunciano a richiederle perché le informazioni sono frammentate, confuse e sparse tra decine di siti diversi.

Il risultato? Risorse importanti che restano inutilizzate ma che, al contrario, possono cambiare la vita dei diretti interessati. Contributi non richiesti, detrazioni non applicate, diritti non esercitati.

Noi di Mobility Care lavoriamo ogni giorno al fianco di famiglie che vivono questa realtà, e sappiamo quanto sia frustrante non sapere da dove cominciare. Per questo abbiamo creato questa guida: un unico articolo che raccoglie tutti i bonus, i contributi economici e le agevolazioni fiscali per persone con disabilità aggiornati al 2026, con importi, requisiti e indicazioni pratiche su come accedervi.

Che tu stia cercando informazioni sull’indennità di accompagnamento, sul Bonus Ristrutturazioni per rendere la casa accessibile, o sulle novità della Legge 106/2025 — qui trovi tutto.


  • Assegno mensile di invalidità — €340,71/mese (invalidità 74%-99%)
  • Pensione di inabilità — €340,71/mese base, fino a €748,29 con maggiorazione (invalidità 100%)
  • Indennità di accompagnamento — €€551,53 /mese
  • Assegno di inclusione — fino a €630/mese per nuclei con componenti fragili
  • Bonus grandi invalidi — fino a €1.000/mese (categorie specifiche di super-invalidità)
  • Detrazione IRPEF 19% su spese mediche, ausili e veicoli adattati
  • IVA agevolata al 4% su ausili, protesi e veicoli
  • Deduzione totale delle spese di assistenza specifica
  • Esenzione bollo auto e imposta di trascrizione
  • Bonus sociale luce per chi utilizza apparecchiature elettromedicali
  • Bonus Ristrutturazioni per abbattimento barriere architettoniche (50%/36%)
  • Legge 104 — permessi retribuiti, congedo straordinario, tutele lavorative
  • Legge 106/2025 — 10 ore aggiuntive di permesso, congedo fino a 24 mesi, smart working prioritario
  • Bonus figli disabili INPS — da €1.500 a €3.600/anno
  • Assegno Unico con maggiorazione disabilità — fino a €122,30/mese aggiuntivi
  • Disability Card — accesso a servizi gratuiti o a tariffa ridotta

Una premessa importante: non esiste un unico “bonus disabili”

Prima di entrare nel dettaglio, è fondamentale chiarire un punto che genera molta confusione: non esiste un singolo “bonus disabili” a cui fare domanda per ricevere un unico contributo. Quello che esiste è un insieme articolato di prestazioni economiche, agevolazioni fiscali e tutele lavorative, ciascuna con i propri requisiti, i propri importi e le proprie modalità di richiesta.

Alcuni contributi dipendono dalla percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica. Altri dall’ISEE del nucleo familiare. Altri ancora dalla tipologia di disabilità o dalla condizione lavorativa del richiedente. E non tutti sono alternativi tra loro: in molti casi si possono cumulare.

Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo organizzato questa guida in sezioni chiare: per aiutarti a capire cosa ti spetta, quanto vale e come richiederlo — senza perderti tra sigle, decreti e circolari.

Piccolo consiglio prima di iniziare: questa è una guida davvero completa. Troverai tutti i bonus, le cifre aggiornate e i passaggi per richiederli. Prenditi il tuo tempo per leggerla: se vuoi, salvala tra i preferiti del browser così potrai consultarla ogni volta che ne avrai bisogno.

Partiamo da ciò che conta di più per molte famiglie: i soldi che arrivano concretamente sul conto. Lo Stato italiano prevede diverse prestazioni economiche per le persone con disabilità, ciascuna legata a specifici requisiti di invalidità, reddito o condizione personale. Vediamole una per una, con importi aggiornati al 2026.

L’assegno mensile di invalidità

L’assegno mensile di invalidità civile è la prestazione base per chi ha una riduzione della capacità lavorativa significativa, ma non totale. Spetta alle persone con una percentuale di invalidità riconosciuta tra il 74% e il 99%, di età compresa tra i 18 e i 67 anni.

Importo 2026: €340,71 al mese (13 mensilità), rivalutato dell’1,4% rispetto al 2025.

Per riceverlo è necessario non superare un reddito personale annuo di €5.852,21 e risultare iscritti alle liste di collocamento mirato oppure, in alternativa, essere inoccupati. La domanda si presenta all’INPS per via telematica, direttamente o tramite un patronato, dopo aver ottenuto il verbale di invalidità dalla commissione medica ASL-INPS.

– Pensione di invalidità

Se la commissione medica riconosce un’invalidità totale (100%), si ha diritto alla cosiddetta pensione di inabilità civile. L’importo base è lo stesso dell’assegno mensile — €340,71 al mese — ma con una differenza importante: chi ha un reddito molto basso può beneficiare della maggiorazione sociale, che porta l’importo complessivo fino a €748,29 al mese.

Requisiti: invalidità al 100%, età tra 18 e 67 anni, reddito personale annuo non superiore a €18.066,07.

Anche in questo caso la domanda va presentata all’INPS. Noi di Mobility Care consigliamo sempre di farsi assistere da un patronato nella fase di compilazione, per evitare errori che possono rallentare l’iter.

Indennità di accompagnamento: il contributo per chi non è autosufficiente

È la prestazione più conosciuta e anche la più rilevante dal punto di vista economico. L’indennità di accompagnamento spetta a chi, oltre ad avere un’invalidità totale al 100%, si trova in una di queste due condizioni: 

  • non è in grado di deambulare autonomamente
  •  oppure necessita di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.

Importo 2026: €551,53 al mese (12 mensilità), per un totale annuo di €6.618,36.

Il grande vantaggio di questa indennità? Non ha limiti di reddito né di età. Significa che spetta a prescindere dalla situazione economica del beneficiario — un aspetto che molte famiglie non conoscono e che porta a rinunciare senza motivo. Non è inoltre incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.

La domanda si presenta all’INPS dopo il riconoscimento dell’invalidità al 100% con necessità di accompagnamento da parte della commissione medica.

Assegno di inclusione (ADI): il sostegno per i nuclei fragili

Dal 2024 l’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari con componenti in condizioni di fragilità, tra cui persone con disabilità. Se nel tuo nucleo familiare è presente una persona con disabilità, potresti averne diritto.

Importi 2026: fino a €500/mese per i nuclei standard con componenti fragili, e fino a €630/mese per i nuclei composti esclusivamente da persone over 67 o da persone con disabilità gravi. In alcune configurazioni familiari specifiche, il contributo può arrivare fino a €692,05 al mese. A questo si aggiunge un contributo affitto fino a €303/mese per chi ha un contratto di locazione regolare.

Requisiti principali: ISEE del nucleo familiare non superiore a €10.140, reddito familiare entro i limiti previsti dalla scala di equivalenza, residenza in Italia e altri requisiti di cittadinanza/soggiorno.

La domanda si presenta tramite il portale INPS o attraverso i CAF convenzionati.

Bonus grandi invalidi: fino a €1.000 al mese per la super-invalidità

Questo è un contributo meno conosciuto ma molto significativo. Il bonus grandi invalidi (tecnicamente l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare) è stato aumentato a €1.000 al mese dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) per le categorie di invalidità più gravi.

A chi spetta: esclusivamente ai soggetti con super-invalidità rientranti nelle lettere A (numeri 1, 2, 3 e 4) e A-bis della Tabella E del DPR 915/1978. Si tratta di condizioni molto specifiche e gravi, come la perdita di entrambi gli arti o la cecità assoluta bilaterale associata ad altre menomazioni.

Importo precedente: €878/mese → Importo 2026: €1.000/mese netti, con pagamento degli arretrati da gennaio 2026.

È una prestazione di nicchia, ma se il tuo familiare rientra in queste categorie è fondamentale verificare che l’importo aggiornato sia stato correttamente applicato. In caso di dubbi, rivolgiti al tuo patronato di riferimento.

Oltre ai contributi economici diretti, lo Stato prevede una serie di agevolazioni fiscali che possono ridurre in modo significativo le spese sostenute dalle persone con disabilità e dai loro familiari. Sono strumenti che spesso vengono sottovalutati o ignorati, ma che, se utilizzati correttamente possono valere migliaia di euro all’anno.

Prima di entrare nel dettaglio, chiariamo in modo semplice la differenza tra due termini che generano molta confusione: detrazione e deduzione.

  • La detrazione riduce direttamente l’importo delle tasse che devi pagare. Ad esempio, se hai una detrazione del 19% su una spesa di €1.000, paghi €190 in meno di IRPEF. 
  • La deduzione, invece, riduce il tuo reddito imponibile cioè la base su cui vengono calcolate le tasse. Il vantaggio della deduzione è spesso superiore, perché abbassa l’aliquota effettiva applicata a tutto il reddito.

Vediamo ora le principali agevolazioni, una per una.

Detrazione IRPEF del 19% su spese mediche e ausili

Le persone con disabilità possono detrarre il 19% delle spese sanitarie e per l’acquisto di ausili tecnici e informatici necessari a facilitare l’autosufficienza e la comunicazione. Rientrano in questa categoria:

  • mezzi per la deambulazione e la locomozione (comprese le carrozzine);
  • ausili tecnici e informatici (computer, tablet, software, dispositivi di comunicazione);
  • sussidi tecnici finalizzati a facilitare l’autonomia della persona
  • protesi e apparecchi di qualsiasi tipo.

Per gli ausili tecnici e informatici, la detrazione si applica senza franchigia (cioè sull’intero importo speso), a differenza delle normali spese sanitarie dove i primi €129,11 non sono detraibili.

Come si ottiene: basta conservare la fattura d’acquisto e la certificazione di invalidità, e indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).

Per approfondire le agevolazioni fiscali sugli ausili per la mobilità, puoi consultare la nostra guida dedicata alle agevolazioni fiscali per ausili per disabili.

– IVA agevolata al 4% su ausili, protesi e veicoli

Questa è un’agevolazione immediata, che si applica direttamente al momento dell’acquisto: l’IVA scende dal 22% al 4% su un’ampia gamma di prodotti per persone con disabilità. In concreto, si applica a:

  • protesi e ausili per menomazioni funzionali permanenti
  • servoscala, montascale, piattaforme elevatrici e miniascensori destinati a persone con ridotta capacità motoria
  • apparecchiature e dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche per facilitare la comunicazione, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente
  • veicoli adattati per il trasporto di persone con disabilità (con cilindrata fino a 2.000 cc benzina, 2.800 cc diesel, o 150 kW per veicoli elettrici/ibridi)

Noi di Mobility Care applichiamo direttamente l’IVA al 4% su tutti i nostri prodotti destinati a persone con disabilità: dai montascale ai miniascensori, dai servoscala alle piattaforme elevatrici

Deduzione totale delle spese di assistenza specifica

Questa è un’agevolazione particolarmente vantaggiosa e poco conosciuta. Le spese per l’assistenza specifica sostenute da persone con disabilità grave e permanente sono interamente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 del TUIR.

Cosa rientra nella deduzione:

  • Assistenza infermieristica e riabilitativa fornita da personale paramedico qualificato
  • Prestazioni rese da operatori socio-assistenziali (OSA) e operatori tecnico-assistenziali dedicati esclusivamente all’assistenza diretta della persona
  • Prestazioni di educatori professionali e personale addetto ad attività di animazione e terapia occupazionale

Perché è così vantaggiosa? Perché la deduzione riduce il reddito imponibile su cui si calcolano le tasse. Se il tuo reddito è di €30.000 e deduci €5.000 di spese di assistenza, paghi le tasse come se il tuo reddito fosse €25.000. Questo può significare un risparmio fiscale anche del 30-40% della spesa sostenuta, a seconda dell’aliquota IRPEF applicabile.

Detrazione 19% per l’acquisto di veicoli adattati

L’acquisto di un veicolo nuovo o usato destinato al trasporto di una persona con disabilità dà diritto a una detrazione IRPEF del 19%, su una spesa massima di €18.075,99. La detrazione può essere ripartita in 4 rate annuali di pari importo.

Chi ne ha diritto: la persona con disabilità o il familiare di cui è fiscalmente a carico. La detrazione si può esercitare una sola volta ogni 4 anni, a partire dalla data di acquisto (salvo cancellazione dal PRA per demolizione del veicolo precedente).

Quanto si risparmia: su un’auto da €18.075,99, la detrazione vale €3.434,44 — non poco. Combinato con l’IVA al 4%, il risparmio complessivo diventa molto rilevante.

Esenzione permanente dal bollo auto

Le persone con disabilità (o i familiari che le hanno fiscalmente a carico) hanno diritto all’esenzione permanente dal pagamento del bollo auto. Una volta ottenuta, non serve rinnovarla: vale per tutto il periodo in cui si mantengono i requisiti.

La stessa esenzione si applica anche all’imposta di trascrizione al PRA per il passaggio di proprietà del veicolo.

Come si richiede: presentando domanda all’ufficio tributi della Regione o all’ACI, allegando il certificato di invalidità e il libretto del veicolo. L’intestatario può essere sia la persona con disabilità, sia il familiare di cui risulta fiscalmente a carico (reddito annuo lordo non superiore a €2.840,51, elevato a €4.000 per figli fino a 24 anni).

Bonus bolletta luce: lo sconto per chi usa apparecchiature elettromedicali

Chiudiamo con un’agevolazione poco conosciuta ma estremamente utile. Il bonus sociale elettrico per disagio fisico è una riduzione permanente sulla bolletta della luce, gestita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), destinata a chi utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita in casa come ventilatori polmonari, aspiratori, concentratori di ossigeno, carrozzine elettriche con necessità di ricarica continua, e altri dispositivi.

Requisiti: non serve un ISEE basso. Il bonus spetta indipendentemente dal reddito, a condizione che venga presentata una certificazione ASL che attesti la necessità di utilizzare le apparecchiature.

Importo: variabile, calcolato dall’ARERA in base alla potenza contrattuale, al tipo di apparecchiature e al tempo di utilizzo giornaliero. Non serve rinnovarlo ogni anno e resta attivo fino a quando permane la necessità d’uso dei dispositivi medici.

Come si richiede: presentando domanda al proprio Comune di residenza o a un CAF convenzionato, con allegata la certificazione ASL.

Disability Card: la carta europea della disabilità

La Carta Europea della Disabilità (Disability Card) è uno strumento rilasciato dall’INPS che permette alle persone con disabilità di accedere a servizi gratuiti o a tariffa ridotta in ambito trasporti, cultura, sport e tempo libero in Italia e in tutti i Paesi dell’Unione Europea che aderiscono al progetto.

Si richiede online sul portale INPS ed è gratuita. Per una guida completa su come ottenerla, leggi il nostro articolo dedicato alla Carta Europea della Disabilità.

Questa è probabilmente la sezione che ci sta più a cuore, perché riguarda direttamente il lavoro che noi di Mobility Care facciamo ogni giorno: rendere le case accessibili a chi vive con una disabilità o una ridotta capacità motoria.

Se stai pensando di installare un montascale, un miniascensore, un servoscala o una piattaforma elevatrice oppure di adattare il bagno o eliminare gradini e barriere in casa, sappi che nel 2026 puoi contare su agevolazioni fiscali importanti.

Cosa è cambiato rispetto al 2025: addio al Bonus 75%

Partiamo da un chiarimento necessario. Fino al 31 dicembre 2025 esisteva il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, una detrazione molto vantaggiosa introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 e poi prorogata. Purtroppo, la Legge di Bilancio 2026 non lo ha rinnovato, e ad oggi il bonus al 75% risulta scaduto.

La buona notizia è che gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano nel Bonus Ristrutturazioni, disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR e confermato per tutto il 2026. Ecco i dettagli:

  • Detrazione del 50% per interventi sull’abitazione principale
  • Detrazione del 36% per interventi su seconde case e altri immobili
  • Tetto di spesa: €96.000 per unità immobiliare
  • Ripartizione: 10 quote annuali di pari importo
  • Pagamento obbligatorio: tramite bonifico parlante (con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa)

Quali interventi puoi agevolare?

Tutti gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti rientrano nel bonus, a condizione che rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989. In concreto, puoi detrarre l’installazione di:

  • Montascale a poltroncina o a pedana, ideali per scale rettilinee e curvilinee
  • Miniascensori domestici, che occupano poco spazio e si adattano anche ad ambienti già costruiti
  • Servoscala a piattaforma, perfetti per chi utilizza la carrozzina
  • Piattaforme elevatrici, la soluzione per superare dislivelli senza opere murarie invasive
  • Rampe fisse o mobili per l’accesso a ingressi e spazi comuni
  • Adeguamento del bagno con sanitari accessibili, maniglioni, docce a filo pavimento e sedute ribaltabili

Ricorda: a questi costi si applica anche l’IVA agevolata al 4% per le persone con disabilità, cumulabile con la detrazione. Ciò significa che su un intervento dal valore di €10.000, potresti recuperare il 50% in detrazione (€5.000) e risparmiare ulteriormente sull’IVA, un vantaggio complessivo che rende molto più accessibile l’investimento.

E se abiti in condominio?

Se l’intervento riguarda le parti comuni di un condominio — come l’installazione di un ascensore, di un servoscala nell’androne o di una rampa all’ingresso — la detrazione spetta a tutti i condòmini che partecipano alla spesa, in proporzione ai millesimi.

Per deliberare l’intervento è sufficiente la maggioranza semplice in assemblea (un terzo dei millesimi), come previsto dall’art. 1120 del Codice Civile per le innovazioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche. Se il condominio non approva, il singolo condòmino con disabilità può comunque procedere a proprie spese all’installazione, purché l’opera non pregiudichi la stabilità o il decoro dell’edificio.

La Legge 13/1989: contributi a fondo perduto dal Comune

Oltre alle detrazioni fiscali, esiste un’altra possibilità che molte famiglie non conoscono: i contributi a fondo perduto previsti dalla Legge 13 del 9 gennaio 1989. Si tratta di un fondo speciale dello Stato, gestito dai Comuni, destinato all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

  • Chi può richiederlo: persone con disabilità permanente (inclusa cecità e limitazioni motorie), i loro familiari e i condomìni in cui risiedono.
  • Come funziona: ogni anno i Comuni pubblicano un bando — nel 2026 la scadenza era il 1° marzo — a cui è possibile presentare domanda tramite SPID. Il contributo viene calcolato in base alla spesa preventivata e non è incompatibile con le detrazioni fiscali: puoi cioè ottenerli entrambi.

Attenzione: la Legge 13/1989 si applica solo a edifici costruiti prima dell’11 agosto 1989 e non ristrutturati successivamente. Verifica con il tuo Comune la disponibilità di fondi e le modalità di partecipazione.

Vuoi sapere quanto puoi risparmiare sul tuo intervento? Noi di Mobility Care offriamo un sopralluogo gratuito e senza impegno per valutare la soluzione migliore e calcolare insieme tutte le agevolazioni applicabili al tuo caso. Chiamaci al Numero Verde 800 59 80 78 oppure richiedi un preventivo gratuito.

Se nel tuo nucleo familiare c’è una persona con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, hai diritto a una serie di tutele lavorative che ti permettono di conciliare lavoro e assistenza. Sono strumenti pensati per i caregiver familiari cioè per chi, come te, si prende cura ogni giorno di un proprio caro.

Le tutele della Legge 104 (sempre attive)

La Legge 104 prevede per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave (art. 3, comma 3):

  • 3 giorni al mese di permesso retribuito, frazionabili anche in ore, coperti da contribuzione figurativa
  • Congedo straordinario retribuito fino a 2 anni, destinato ai familiari conviventi che assistono la persona con disabilità grave. Durante il congedo si percepisce un’indennità pari all’ultima retribuzione, con un tetto massimo aggiornato annualmente dall’INPS
  • Scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita e divieto di trasferimento senza consenso
  • Priorità nell’accesso al part-time, dove previsto dal contratto collettivo

Queste tutele spettano anche alla persona con disabilità stessa, se lavoratrice dipendente: in quel caso i 3 giorni di permesso mensile possono essere fruiti in prima persona oppure convertiti in 2 ore giornaliere.

Le novità della Legge 106/2025 (in vigore dal 1° gennaio 2026)

Dal 2026 è entrata in vigore la Legge 106/2025, che introduce nuove tutele specifiche per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, malattie croniche o invalidanti (comprese le malattie rare) con invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%:

  • 10 ore annuali di permesso retribuito aggiuntivo per visite mediche, esami diagnostici e trattamenti terapeutici — si sommano ai permessi già previsti dalla Legge 104 e dai contratti collettivi
  • Congedo straordinario fino a 24 mesi con garanzia di conservazione del posto di lavoro. Attenzione: questo congedo non è retribuito e non matura ferie, contributi né TFR. È pensato come tutela estrema per chi deve affrontare percorsi di cura prolungati
  • Priorità assoluta nell’accesso allo smart working, purché le mansioni siano compatibili con il lavoro da remoto

Per un approfondimento completo su tutte le agevolazioni e i diritti previsti dalla Legge 104, leggi la nostra guida aggiornata sulle novità della Legge 104.

Bonus per disabili minorenni

Se hai un figlio minorenne con disabilità, esistono misure specifiche pensate per le famiglie. Ecco le principali nel 2026.

Bonus figli disabili INPS: fino a €3.600 all’anno

Il contributo per il supporto domiciliare dell’INPS è destinato alle famiglie con figli under 3 affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo nido. Non è un bonus automatico: serve un’attestazione del pediatra di libera scelta che certifichi, per l’intero anno, l’impossibilità del bambino di frequentare il nido.

Importi 2026:

  • Fino a €3.600/anno per nuclei con ISEE minorenni neutralizzato fino a €40.000 (per i nati dal 1° gennaio 2024 con almeno un fratello/sorella sotto i 10 anni)
  • €3.000/anno con ISEE fino a €25.000 (fascia standard)
  • €2.500/anno con ISEE tra €25.001 e €40.000 (fascia standard)
  • €1.500/anno in assenza di ISEE valido o con ISEE superiore a €40.000

La domanda si presenta sul portale INPS nella sezione dedicata al Bonus Asilo Nido, selezionando l’opzione “contributo per forme di supporto domiciliare”.

Assegno Unico con maggiorazione per disabilità

L’Assegno Unico Universale spetta a tutti i nuclei con figli a carico, e per i figli con disabilità non prevede limiti di età (si continua a riceverlo anche dopo i 21 anni). Oltre all’importo base calcolato sull’ISEE, sono previste maggiorazioni fisse mensili indipendenti dal reddito, che nel 2026 sono pari a:

  • €122,30/mese per figli non autosufficienti (fino a 21 anni)
  • €110,60/mese per figli con disabilità grave
  • €99,10/mese per figli con disabilità media

Per i figli con disabilità maggiorenni (oltre i 21 anni) è prevista una maggiorazione di €28,50/mese. Importi aggiornati dalla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026.

Importante: queste maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente, a condizione che il verbale di invalidità civile o il verbale della Legge 104/92 sia correttamente registrato negli archivi INPS.

Bonus trasporto scolastico per studenti disabili

Gli studenti con disabilità che frequentano le scuole secondarie di secondo grado (superiori) hanno diritto al trasporto scolastico gratuito, gestito dalle Province o dalle Città Metropolitane. 

Il servizio comprende trasporto casa-scuola con mezzi adattati e in alcuni territori anche assistenza durante il percorso. Le modalità di accesso variano da provincia a provincia: ti consigliamo di verificare sul sito del tuo ente locale.

Con tutte queste agevolazioni disponibili, la domanda che ci fanno più spesso le famiglie che seguiamo è: da dove si comincia? Il percorso può sembrare complicato, ma si riduce a pochi passaggi fondamentali.

1. Ottenere il riconoscimento dell’invalidità

Tutto parte da qui. Senza il verbale di invalidità civile rilasciato dalla commissione medica ASL-INPS non è possibile accedere a nessuna delle prestazioni economiche che abbiamo descritto. La procedura prevede:

  • Il medico di base compila e invia il certificato medico introduttivo all’INPS per via telematica
  • Entro 90 giorni (in genere meno) si viene convocati per la visita collegiale presso la commissione medica ASL integrata da un medico INPS
  • La commissione rilascia il verbale, che indica la percentuale di invalidità e l’eventuale diritto all’accompagnamento

Se la percentuale riconosciuta ti sembra inadeguata, è possibile presentare ricorso, ma in quel caso è sempre meglio farsi assistere da un patronato.

2. Richiedere il riconoscimento della Legge 104

Spesso viene fatto contestualmente alla domanda di invalidità, ma sono due cose diverse. Il riconoscimento ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/92 (handicap grave) è quello che dà accesso a permessi, congedi e agevolazioni lavorative. Anche in questo caso la valutazione spetta alla commissione medica.

3. Presentare le domande per le singole prestazioni

Una volta ottenuti i verbali, puoi richiedere le prestazioni che ti spettano. Ecco dove:

  • Prestazioni economiche INPS (assegno di invalidità, pensione, indennità di accompagnamento, Assegno di Inclusione, bonus figli disabili): tramite il portale INPS online, oppure rivolgendoti a un patronato o CAF
  • Agevolazioni fiscali (detrazione 19%, IVA 4%, deduzione spese assistenza): direttamente nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), conservando fatture e documentazione
  • Esenzione bollo auto: domanda all’ufficio Tributi della Regione o all’ACI
  • Bonus bolletta luce: domanda al Comune di residenza o a un CAF, allegando certificazione ASL
  • Contributi Legge 13/1989: domanda al Comune di residenza entro la scadenza del bando annuale (solitamente entro il 1° marzo)
  • Disability Card: richiesta online sul portale INPS

Noi di Mobility Care lo diciamo sempre alle famiglie che seguiamo: non fate tutto da soli. I patronati (CGIL, CISL, UIL, ACLI, INAS e molti altri) offrono assistenza gratuita per la compilazione delle domande e possono fare la differenza tra una pratica che va a buon fine e una che si arena per un errore burocratico.

E se stai valutando un intervento per rendere la tua casa più accessibile — un montascale, un miniascensore, una rampa, un bagno adattato — noi possiamo aiutarti anche a orientarti tra le agevolazioni fiscali disponibili. 

Chiamaci al Numero Verde 800 59 80 78 per una consulenza gratuita: ti spieghiamo quali bonus puoi combinare e come accedervi, oltre a offrirti un sopralluogo e preventivo gratuiti senza alcun impegno.

Contattaci! Ti aspettiamo per valutare con competenza e tempestività il tuo caso specifico.


Il montascale o il miniascensore rientrano nei bonus disabili?

Sì. L’installazione di un montascale, miniascensore, servoscala o piattaforma elevatrice rientra tra gli interventi agevolabili come eliminazione delle barriere architettoniche. Nel 2026 puoi accedere a:
Bonus Ristrutturazioni con detrazione del 50% (abitazione principale) o 36% (altri immobili), su un tetto di spesa di €96.000, ripartita in 10 rate annuali (art. 16-bis TUIR)
IVA agevolata al 4% anziché 22%, applicata direttamente in fattura se l’acquirente è una persona con disabilità riconosciuta
Contributi a fondo perduto della Legge 13/1989, richiedibili al proprio Comune di residenza

Noi di Mobility Care applichiamo queste agevolazioni su tutti i nostri prodotti e ti aiutiamo nella gestione burocratica. Per tutti i dettagli, consulta la nostra guida alle detrazioni per montascale.

A chi spetta l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento spetta a chi ha un’invalidità civile riconosciuta al 100% e si trova in almeno una di queste condizioni: non è in grado di camminare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua. L’importo nel 2026 è di €551,53 al mese per 12 mensilità. Non ha limiti di reddito né di età: spetta a prescindere dalla situazione economica del beneficiario.

Quali sono tutti i bonus per disabili nel 2026?

Nel 2026 le persone con disabilità e i loro familiari possono accedere a: assegno mensile di invalidità (€340,71/mese), pensione di inabilità con maggiorazione (fino a €748,29/mese), indennità di accompagnamento (€551,53/mese), Assegno di Inclusione (fino a €630/mese), bonus grandi invalidi (fino a €1.000/mese), detrazione IRPEF 19% su spese mediche e veicoli, IVA al 4% su ausili e veicoli, deduzione totale spese assistenza, esenzione bollo auto, bonus bolletta luce, Bonus Ristrutturazioni per barriere architettoniche, permessi e congedi Legge 104, tutele aggiuntive Legge 106/2025, bonus figli disabili INPS, Assegno Unico con maggiorazioni e Disability Card.

Quanto spetta con la Legge 104 nel 2026?

La Legge 104 di per sé non prevede un contributo economico diretto, ma dà accesso a una serie di agevolazioni: 3 giorni al mese di permesso retribuito, congedo straordinario retribuito fino a 2 anni, IVA al 4% su ausili e veicoli, detrazione del 19% sull’acquisto di auto, esenzione dal bollo, deduzione delle spese di assistenza e priorità nella scelta della sede di lavoro. Dal 2026, la Legge 106/2025 aggiunge 10 ore annuali di permesso retribuito e priorità sullo smart working per chi ha invalidità pari o superiore al 74%.

Chi ha la 104 ha diritto al bonus di €1.000?

Il bonus di €1.000 al mese è riservato esclusivamente ai cosiddetti grandi invalidi con super-invalidità, classificati nelle categorie più gravi della Tabella E del DPR 915/1978 (ad esempio cecità bilaterale assoluta, perdita di quattro arti, paralisi totale delle arti inferiori). Non è sufficiente il riconoscimento della Legge 104: si tratta di una prestazione specifica e di nicchia, destinata a condizioni di invalidità estremamente gravi.

Il bonus barriere architettoniche al 75% è ancora attivo nel 2026?

No. Il bonus con detrazione al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e la Legge di Bilancio 2026 non lo ha rinnovato. Al momento della pubblicazione di questo articolo, sono stati presentati emendamenti bipartisan al Decreto Milleproroghe per ripristinarlo, ma non è stata ancora approvata alcuna proroga ufficiale. Nel frattempo, gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche rientrano nel Bonus Ristrutturazioni al 50% (prima casa) o 36% (altri immobili). Per aggiornamenti, leggi il nostro articolo sulle alternative al bonus 75%.

Come si richiede il bonus bolletta luce per disabili?

Il bonus sociale elettrico per disagio fisico si richiede presentando domanda al Comune di residenza o a un CAF convenzionato, allegando la certificazione rilasciata dall’ASL che attesti l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita. Non serve un ISEE basso: il bonus spetta indipendentemente dal reddito ed è permanente, senza necessità di rinnovo annuale.

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